La (crudele) verità sui grassi idrogenati che mangi ogni giorno senza saperlo

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L’idrogenazione è un processo chimico-fisico, ideato all’inizio del ventesimo secolo, che consiste nel lavorare gli oli vegetali di consistenza liquida e renderli grassi solidi o semisolidi. 

article 4 img 8Attraverso questo processo artificiale si creano dei legami tra gli atomi che non esistono in natura, i quali danno vita agli acidi grassi trans cioè idrogenati: veri e propri derivati dell’industria chimica, utilizzati per la preparazione di gran parte delle margarine presenti sul mercato.


Con l’idrogenazione si ottiene
un prodotto finale solido, più utilizzabile soprattutto dall’industria alimentare con dei risvolti economici molto vantaggiosi per le aziende che ne fanno uso, in quanto è dotato di particolari caratteristiche:

– gli alimenti fatti con grassi idrogenati hanno tempi di conservazione molto più lunghi;

– il processo di idrogenazione fa si che a partire da un olio liquido si possa ottenere un grasso solido e spalmabile, simile al burro, da potere utilizzare nella preparazione di vari alimenti;

– questi grassi sono più stabili alle alte temperature e si possono utilizzare molte volte per friggere.

Fin qui sembra tutto molto vantaggioso. Dov’è il problema quindi?

Cibarsi prevalentemente o anche solo frequentemente di alimenti ricchi di grassi idrogenati è nocivo per la nostra salute e può essere sufficiente a creare gravi anomalie cellulari all’interno del nostro organismo.

Oggi sappiamo che gli acidi grassi trans contribuiscono alla comparsa di malattie cardiache perché arrecano danni a livello di cuore e arterie, e favoriscono l’insorgenza di malattie gravi come l’infarto.

Il problema più grave derivante dal consumo di grassi idrogenati è che causano un innalzamento del colesterolo cattivo (LDL) e allo stesso tempo provocano una diminuzione del colesterolo buono (HDL).

Il cervello di un soggetto che si alimenta frequentemente di grassi trans invecchia più velocemente, si predispone maggiormente a malattie degenerative come la demenza senile e disturbi depressivi.

Dove li troviamo

I grassi idrogenati si nascondono purtroppo in svariati prodotti industriali da forno, sia dolci che salati in vendita nei supermercati, rendendo potenzialmente pericolosi molti alimenti di uso abituale.

La comune margarina che si trova nei supermercati è il prodotto per eccellenza che contiene i grassi idrogenati.

Questo simil-burro ha una consistenza cremosa e spalmabile formata da grassi vegetali che viene utilizzata nell’industria alimentare per sostituire in gran parte i grassi saturi animali (burro, strutto e lardo).

I grassi idrogenati possono trovarsi anche nei gelati, specialmente in quelli confezionati, ottenuti a partire da preparati industriali che spesso contengono un grande quantitativo di grassi trans.

Il cioccolato vero, quello che si ottiene a partire dal solo burro di cacao, non contiene grassi idrogenati trans in quanto il burro di cacao ne è privo. Il cioccolato surrogato invece, quello che non impiega il burro di cacao come base ma altri tipi di burro vegetale, può contenere grassi vegetali idrogenati.

Quando acquisti prodotti da forno confezionati come biscotti, brioche, focacce, crostate, torte, crackers, grissini, merendine e patatine in sacchetto, creme al cioccolato/nocciola spalmabili, fai molta attenzione all’elenco degli ingredienti riportati sulle confezioni.

Le etichette dei prodotti

etichetteUna buona regola da tenere sempre a mente quando scegli i tuoi acquisti è quella di prestare molta attenzione alle etichette ed evitare tutti quei prodotti che riportano tra gli ingredienti: grassi/oli vegetali idrogenati” o grassi/oli vegetali parzialmente idrogenati.

Sono nativamente idrogenati (naturalmente saturi) ma questo NON significa che siano sani, dunque anche in questo caso cerca di limitarne il consumo.

Tra questi i diffusissimi “oli tropicali”, soprattutto l’olio di palma/palmiti: è di scarsa manifattura e contiene più del 50% di grassi saturi.

Se vuoi saperne di più sui danni che causano questo oli, leggi l’articolo:Olio di palma: ecco perché io non lo uso”.

Ricorda inoltre che sulle etichette dei prodotti, la sola dicitura ‘grassi vegetali’ indica che sono idrogenati. I grassi non idrogenati sono indicati come ‘grasso o olio vegetale non idrogenato’.

Regolamentazione delle diciture

Negli  Stati Uniti dal 2006 è obbligatorio indicare nei prodotti alimentari la quantità di grassi idrogenati contenuti.

In Italia invece non esiste una legislazione a riguardo che possa tutelare il consumatore: il produttore cioè non è obbligato a indicare la natura dei grassi, può limitarsi a scrivere “oli vegetali” o “grassi vegetali”.

Purtroppo ancora oggi i grassi idrogenati sono consentiti in Italia, ma sempre più spesso si sente parlare della loro pericolosità per la salute, quindi finchè non verranno introdotte anche nel nostro Paese regole più severe, spetta a noi fare delle scelte consapevoli quando andiamo ad acquistare i prodotti, per tutelare la nostra salute.

Dunque presta molta attenzione quando andrai a fare la tua prossima spesa, leggendo bene l’etichetta: ne va della tua salute.

Ti dico che si può tranquillamente imparare ad assumere con moderazione o sostituire questi prodotti industriali con alimenti più sani.

Il massimo resta sempre l’autoproduzione ma per varie ragioni spesso questo non è possibile, quindi il miglior consiglio che posso darti è quello di pensare con la tua testa quando fai i tuoi acquisti e non adagiarti sul “così fanno tutti”.

Non ti sto suggerendo di eliminare completamente tutti i prodotti che contengono grassi idrogenati perché è molto difficile, ma ridurne il consumo sarà un primo passo molto importante per vivere una vita più in Salute.

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